mercoledì 12 novembre 2014

LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA Giallo a puntate su Facebook di Danilo Jans - Riassunto

LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA Giallo a puntate su Facebook di Danilo Jans - Riassunto

"Sergioooo....."
"...Gupft.....Sergiooooo....."
"....Aiut....Aiutoooo....Se,,,,rgio....."
La donna in mare comincio' a sbracciarsi e ad urlare il nome di Sergio.
La gente si guardo' intorno ,sulla spiaggia velocemente finchè non  vide
un omino senza capelli che si butto' in mare,appena dopo il
bagnino.
Le poche persone sul litorale a quell'ora,le 13 di un luglio 
straordinariamente caldo, di quegli anni '60 ancora piu' caldi,seguirono
le operazioni di salvataggio e dei ragazzi che giocavano a pallone
aiutarono i due uomini a trascinare la donna sulla riva.
La donna era molto grassa e fasciata in un costume intero blu scuro,
respirava a fatica.Il bagnino le pratico'la respirazione bocca a bocca,ma
l'enorme corpo reagiva con sussulti e continui svenimenti.
Ad un certo punto i due uomini decisero di portarla fino al bar Rex,
che si trovava a qualche decina di metri sopra la spiaggia e dove l'ambulanza,
già chiamata dai gestori. poteva recuperarla e portarla in ospedale.
La salita,non lunghissima in condizioni normali,in questo frangente fu una specie 
di K2 per il piccolo gruppetto di volontari coinvolti nell'impresa.
Le quattro  palme in fila ai lati della salita,si muovevano colpite da un vento
arrivato all'improvviso e le imprecazioni cessarono quando il gruppo
depose pietosamente la signora davanti al bar.
Lei respirava male,rinveniva e chiamava Sergio,che la guardava dall'alto
assieme a una decina di persone, che circondavano l'enorme corpo della
donna,L'ambulanza non arrivava,la donna peggiorava...rantoli sempre piu' 
forti...a questo punto Sergio imprecando disse:
"Ma quando cazzo arriva 'sta ambulanza?.."
Finite le parole la donna spiro',il bagnino, che non gli aveva mai 
lasciato la mano, guardo' l'uomo e scosse la testa.
Sergio si mise le mani sul volto e guardando il cielo grido':
"Noooooo..."
Non fece in tempo a finire di urlare che si senti' un fortissimo sparo,il
gruppo si disperse tra le urla...non si capi' nulla per lunghi secondi..
i presenti erano scappati come cavallette o entrati nel bar...
A terra erano rimaste la donna morta e una ragazza,ferita alla testa.
Proprio in quel momento arrivo' l'ambulanza e gli sbigottiti testimoni
dovettero spiegare velocemente quello che era successo e non avevano 
capito neanche loro....
L'autista avverti' subito i carabinieri.mentre gli infermieri non 
poterono fare altro che constatare la morte delle due persone.
Dissero che la signora era morta per i postumi di un affogamento..un
infarto o qualcosa di simile...mentre la ragazza si era sparata in testa
e la pistola era ancora lì per terra...
Nessuno la tocco' prima dell'arrivo dei carabinieri.
La zona fu interdetta al passaggio e si cominciarono le indagini.
IO venni chiamato quasi subito in redazione.Stavamo chiudendo l'ultima
edizione de La Rondine,un giornale locale toscano ,molto letto in zona,
ma sicuramente di nessun interesse nazionale.
Partii con la mia giardinetta ed un caldo afoso pressante.I miei anni
in africa mi aiutavano a resistere in questi giorni di calura,a portare 
sempre una giacca,anche se senza cravatta,sostituita indegnamente da una
barba sempre incolta e poco attraente.
Arrivai sul posto dopo le 14.

1- Continua

LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA
Di Danilo Jans

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"Buon Giorno Commissario Lopresto"
"Oh Lodetti...Già arrivato?"
"Coletti, commissario...Mario Coletti...ci conosciamo da una vita e 
ancora sbaglia il mio nome?.."
"Sì...Coletti...ha visto che casino è successo qui?...E dire che
dopo quella rapina un anno fa,eravamo stati tranquilli....e poi con
sto caldo...."
"Ma chi sono queste due? - chiesi cercando l'ombra sotto il terrazzo
del bar- e la ragazza, è vero che si è sparata?"
"Sparata..sparata..." disse il commissario passandosi un enorme fazzo=
letto sulla testa sudata "...il colpo alla testa...e poi i segni sulle
mani sono inequivocabili...questi giovani sono impazziti...tutta
colpa di 'sta musica beat!"
Il Commissario Lopresto lo avevo conosciuto a Roma nel dopoguerra
quando tentava di fare il giornalista. Grazie agli appoggi di alto
baronato dalla Sicilia aveva preso anche due premi importanti per 
articoli stupidissimi. Poi dei colpi di scena politici lo avevano
portato a diventare uno dei capi in questura e poi commissario
qui, a causa di pasticci poco chiari con i neo fascisti. Ogni tanto si vestiva
ancora in mimetica e parlava di bombe con i suoi amici.
Naturalmente non era successo nulla,ma gli anni '60 erano ancora
lunghi.
Il contrario era successo a me. Direttore di un bel giornale 
Capitolino appena tornato dall'Etiopia e poi finito qui in provincia
capo redattore,per aver pestato i piedi al Vaticano.
Neanche direttore,quello era Ottolenghi,probabilmente nato morto agli
inizi del 900 e tumulato nel suo ufficio a vita,ma molto calmo e
doroteo.
Per me era una grande umiliazione,ma meglio che finire in carcere.
"La Signora aveva 65 anni...Clara Bassi sarta..."disse forte il Commis=
sario scuotendomi dai miei pensieri"...e il marito è Vito Loppi "
disse con le Carte D'identità in mano"...idraulico....ma che minchia 
ci faceva questa in mare?....a rovinarmi le ferie,ecco cosa ci faceva!"
"Sì...questa è disgrazia" dissi guardando l'enorme chiazza di sangue
e acqua davanti al bar " Ma della ragazza che mi dice?....Quanti
anni aveva?"
"17...non aveva documenti ma me l'ha detto quel ragazzo che beve
l'aranciata...Carla Nocente...non credo sia toscana...."
"Perchè?...lo ha detto quello?"
"No...ha il cognome che non finisce con la I...Sveglia Lodetti!..
Sveglia! " e detto questo sali' sull'auto della Polizia e dal finestri=
no disse ancora:" Vediamoci domani mattina in centrale.....e mi racco=
mando...non scrivere troppe cazzate su di noi.."e l'auto parti' alzando
polvere,terra e sabbia.
A questo punto mi diressi verso il ragazzo e cominciai a fargli domande:
"Tu la conoscevi bene questa ragazza?"
"No...proprio per niente..."disse il giovane accalorato come tutti
e appollaiato su un alto sgabello davanti al bancone del Rex. - Sapevo
il suo nome perchè due anni fa,per un breve periodo ad inizio anno
scolastico, ci avevano messo in classe assieme...poi separarono le classi
tra maschi e femmine....sempre triste...non rideva mai....la vedevo 
sull'autobus che dalla città arrivava qui alla spiaggia,ma non parlavamo ...
veniva spesso qui,ma al mare non l'abbiamo mai vista,nè io nè i miei 
amici...quella non pestava mai la sabbia...arrivava qui  ma non so dove 
andasse....boh?.."
A questo punto intervenne Gina,la gestora del bar:
"IO qualche volta l'ho vista entrare nel portoncino a lato che dà agli
alloggi,ma di piu' non so"
IL bar Rex era stato costruito dall'Architetto Vittorugo,grande discepolo
di Wright e Le Corbusier per un magnate della zona,poi questo era morto
e da allora lo gestivano i coniugi Berti.
La costruzione vista dall'alto aveva l'aspetto di due banane contrapposte,
una grande x arrotondata,la parte davanti dava alla spiaggia con quella 
piccola discesa/salita e la parte posteriore conteneva tre alloggi  
privati.
Per sapere qualcosa su questo pasticcio avrei dovuto cominciare con 
loro.

2- Continua

LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA
Di Danilo Jans

Giallo a puntate su Facebook

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Tornai al Rex verso le sette di sera.
Dal parcheggio degli autobus,si apriva una stradina che portava ad un altro parcheggio,
quello davanti all'entrata delle abitazioni sul retro del bar.La seconda banana,la 
seconda parte della grande X.Quella che non si affacciava sul mare, ma sull'autostrada
e le diverse mete a cui uno poteva pensare.
Fuori posteggiate c'erano 2 macchine e tre grosse moto Harley Davidson,tutte lucide e
cromate.
Mi feci un po' di domande, mentre facevo la breve scala che dal portone portava a uno 
spazio metà esagonale,poco colpito dalla luce,di un oppressivo color marrone-grigio
e verde scuro...pensai:
"Hanno fatto una costruzioone così moderna,quasi un drive-in e poi hanno piazzato un
entrata che ricorda i peggiori incubi di Kafka?,,,mah...."
Ad ogni dei tre lati c'era una porta di legno col cartellino dell'inquilino.
Cosa mi aveva portato lì era ancora misterioso,ma ancora piu' misteriosa era la morte
di quella ragazza e altri colleghi della Rondine erano già andati alla ricerca dei
genitori o i parenti che avesse Carla.Perchè l'avevano vista entrare qui in questo
edificio?.Doveva vedere qualcuno collegato con il suicidio?
Volevo veramente indagare su questo grosso fatto,,,si fiutava qualcosa di sporco,di
ingiusto nella morte di questa ragazza e a me le cose ingiuste non sono mai piaciute,
poco importa che si fosse sparata da sola....Un po' di spirito di avventura,di ricerca,
nonostante la noia della provincia mi era rimasto,,,,e questo grosso caso in mezzo
all'estate era una bella sveglia, come avrebbe detto Lopresto.
Suonai il primo campanello a sinistra: Greta Macchi
Dopo qualche secondo di passi dietro la porta ,mi apri'una anziana signora dai capelli
bianchi e grigi raccolti malamente dietro in una treccia:
"Buona sera desidera?"
"Buona sera a lei,sono della Rondine,conoscerà sicuramente il nostro settimanale?"
"Oh certo,io e la mia mamma lo compriamo sempre...ma venga avanti sediamoci in salotto"
La stanza era ammobiliata con mobili di almeno cento anni fa e la finestra spalancata,
oltre a portar dentro un caldo tramonto,introduceva la forte musica del Juke Box 
sottostante e le urla dei ragazzi immersi in balli beat e rock'roll,fino a che il 
classico lento a mattonella non calmava gli animi tra le braccia di ragazzine yè-yè.
Appena rigirai la testa una forte pacca sul tavolo,fece saltare i fogli che avevo 
appena appoggiato:
"Tiè...questa l'ho proprio presa -disse la donna tenendo alto in mano il grosso
schiacciamosche come un soldato un bazooka-..Son tremende ste zanzare quest'anno...
Ma mica si puo' tener tutto chiuso no? -e ridendo mi guardo' ben contenta del mio
segno di assenso - un caffeino dottore?"
"No grazie - risposi- devo ancora mangiare,molto gentile...senta piuttosto,lei non
puo' esserni utile per quel caso di stamattina con i due morti?...lei ha sentito o
visto qualcosa?"
"Oh,Madonna..che disgrazia,,,,quando me l'ha detto la Gina tra un po' svengo..-E
si sedette sudata davanti a me sorseggiando del thè freddo- ma è vero che una 
delle due era solo una bimbina?...Io stanotte mica ci dormo,già lo so.."
"Sì signora,17 anni,,ma lei ha sentito?...ha visto qualcosa?"
"Ma no,,,io tutto il giorno sono in ospedale...la mi mamma s'è rotta il femore,
sapesse che vita faccio...torno qua solo alla sera e riparto alla mattina,,,
proprio questa ci voleva..ora che avevamo comprato una tv piu' grossa?....."
A quel punto capii che lì non avrei ottenuto notizie e ringraziando la Macchi con 
ampie ipocrite cerimonie mi trovai davanti alla seconda porta.Non c'erano nomi,
suonai lo stesso.
Mi apri' un ragazzone sui 2 metri,tutto muscoli sotto una canottiera blu e jeans:
"Danno fastidio le moto?" - mi chiese in un italo-americano stentato ma capibile.
"No..no...se possibile vorrei sapere se sa qualcosa che puo' aiutarmi a risolvere
quello che è successo qui oggi".Ma anche qui una forte musica,che poi collegai ai
Beach Boys non ci permetteva di parlare,allora il biondo ragazzotto mi disse:
"Dai entra dentro...Come On...ci sono anche altri miei amici"
Appena dentro vidi altri due muscolosi individui che abbassando il giradischi mi
chiesero di sedermi nel divano davanti al loro"
"Sentite ragazzi sono un giornalista e raccolgo testimonianze che possano far luce
sulle morti di stamattina"
Si,abbiamo sentito al nostro ritorno,,,due morti dicono?...annegati?"
"No,,,una annegata e una si è sparata"
"Sparata?...ma avete anche voi armi libere in Italy? - Chiese il piu' grande dei tre
che poi seppi si chiamava Robert"
"No,,,in Italia è vietato...ma si vede che questa la pistola da qualche parte l'ha 
trovata...mi chiedo solo perchè ha deciso di uccidersi in mezzo ad una morte per
affogamento?"
E guardando dietro il divano vidi una pila di giornali americani tra il culturismo
e il porno omosessuale...riconobbi i disegni di Tom De Finland,uno dei massimi
disegnatori del genere,di cui mi avevano molto parlato i miei amici romani,artisti
di avanguardia.
"Vede . disse uno dei tre- noi siamo via dagli Stati Uniti per non andare in guerra in
Vietnam..grazie ai soldi dei nostri genitori siamo riusciti a scappare qui da un
amico comune...lui ci ha trovato questo alloggio e come lavoro facciamo i muratori
da lui"
"Come si chiama è il Bruschi?,,chiesi già sapendo la risposta.
"Si...ha avuto vari appalti in Usa e i miei lo conoscono bene..in ogni caso guardi
noi siamo stati a Firenze 2 giorni,fino a tre ore fa,,,,abbiamo appena finito di
farci la doccia"
Nonostante il clima bizzarro ,questo trio non mi dava sospetti...bonaccioni con
altri pensieri sicuramente,quindi suonai al terzo campanello.l'Ingegner Righetti.
Venne ad aprirmi un vecchietto col bastone e vestaglia,la musica di Brahms ovattava
il salotto e un enorme biblioteca di vecchi libri copriva quasi totalmente le
mura della casa.
"Ingegnere ha visto o sentito qualcosa verso l'una?,,al tocco?..chiesi molto stanco
e in fine serata.
"Guardi non sono toscano,,,sono di Forli',spostato qui per insegnare - disse seduto
su una enorme poltrona- e anche oggi ero all'Istituto Guidi...al massimo ero in mensa
e mi son perso questo bello spettacolo..ma che è successo?"
"Mah...guardi non si sa ancora niente...la signora è morta e la ragazza si è sparata.."
"In ogni caso - disse riaccompagnandomni alla porta dopo un brandy - vogliono tanto
andare nello spazio,ma con questi giovani è già bello se guidano un auto - e si liscio'
i lunghi baffetti biondi sorridendo amaramente".
"Strano -dissi- perchè l'hanno vista entrare piu' volte in questo edificio...e qui
non si entra per caso".
"Non so -rispose tossendo forte- sicuramente si saranno sbagliati,oppure era una
ragazzetta di quei musicisti fracassoni.In ogni caso,Buona serata".
Fuori c'era una luna enorme,probabilmente avevo buttato via tre ore e mi aspettava
una notte pesante in redazione.Dopo averla pregata a lungo la mia 2 Cavalli parti' e i
finestrini aperti nella notte,finalmente fresca,mi diedero un vero momento di gioa,
in questa giornata assurda.

3- Continua

LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA
Di Danilo Jans

Giallo a puntate su Facebook

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TRAGEDIA AL LIDO
RAGAZZA SI SUICIDA E ANZIANA ANNEGA
MISTERO SULLE DUPLICI MORTI - CARLA e CLARA SI CONOSCEVANO?
ANCORA NESSUNA PISTA PER IL MISTERO DEL LIDO
Questi e altri furono i titoli della Rondine,che per tutta
l'estate accompagnarono le vacanze e i pettegolezzi di
questo litorale,insieme ai successi del Cantagiro,i dibatti:
ti sul centro-sinistra,la lotta nel cosmo tra Russia e Usa.
Anche i giornali nazionali parlarono delle due morti, soprattutto
il suicidio della ragazza attirava giudizi e commenti vari
tra il moralismo e il mistero criminale.
Ci andarono giu' duro, le riviste piu' popolari,quel=
le con la pin-up scosciata in terza pagina,tra la fantasia
e il morboso.
FORSE DROGA E SESSO NELLA VITA DI CARLA?
PARLANO I VICINI DELLA RAGAZZA TRISTE SUICIDA
QUESTI SONO I GIOVANI DEL FUTURO?
CHI HA ARMATO LA MANO DI CARLA?
MANCANZA DI VALORI E POLITICHE DI FALSO PROGRESSO UCCIDONO
I NOSTRI GIOVANI?
QUANDO IL CERVELLO NON RAGIONA PIU'ESCE LA PISTOLA
Questo era il livello dei commenti sui giornali italiani di
quel periodo e io non avevo fatto molto meglio,il mio gior=
naletto di provincia non mi permetteva certo digressioni
filosofiche nei miei articoli.
Lopresto fece un indagine scialba e totalmente inconcludente,
tanto da archiviare le indagini dopo solo due mesi;
"LOdetti..Coletti..come minchia ti chiami,,,che vuoi che fac=
cia?...non c'è delitto,questa si è sparata da sola..vai a sa=
pere dove ha trovato la pistola?...Questa viveva con i nonni
alle case popolari di Via Tasso,abbiamo chiesto,indagato..ma
non è uscito nulla...mica posso chiamare l'Esercito per un 
fatto del genere..."
E sorseggiando l'ennesima bottiglia di birra e poggiando i 
piedi sulla scrivania mi disse, sempre nel suo siciliano un 
po' scherzoso:
"Perchè non te la fai tu l'indagine sulla morta?..Tanto qui
non pesti i piedi a nessuno,,,,magari nei week-end.."
E rise di gusto,in quella risata becera che usciva dalle
finestre aperte della questura,arrivava al cortile e si
mischiava con i rumori della folla,che il sabato sera faceva
un po' di vasche di passeggio ,per la via centrale cittadina,
guardando negozi e leccando colorati coni gelato.

Non era certo l'ora di andare a dare fastidio alla gente,
tanto piu' se colpita da un lutto recente,ma la luce aran=
cione forte di quel fine pomeriggio,mi diede una forza in 
piu' per prendere con l'auto la strada per via Tasso.
Non avevo nulla da fare,la mia recente fiamma era sparita
con una delle ultime riviste che ancora giravano l'Italia.

Le case popolari erano state costruite tra le due guerre mon=
diali...erano abitate dalla maggior parte della classe operaia della
zona,ma anche da professori,pensionati,professionisti vari,
ecc....Dopo aver posteggiato guardai bene l'enorme struttura
grigia e quello che si muoveva intorno ad essa:
Uno stuolo di bambini giocava  nel piazzale in mezzo al 
fabbricato, cercando di fare goal in una porta disegnata in 
nero nel muro, altri ragazzi cercavano di riparare rumorosa=
mente una vecchia moto Guzzi. Prima con le mani sporche e nere
cambiavano i pezzi urlandosi consigli a vicenda,poi la 
spingevano a lungo nel cortile, fino a che un botto e una
nuvola grigia annunciavano l'accensione del  motore,che pero' 
immediatamente si rispegneva, rinfocolando  tutto il loro fer=
vore meccanico nei confronti dela moto....
Dalle finestre aperte uscivano canzoni popolari interrotte
dall'uscita di grosse donne che con pentole in mano o
bambini piccoli richiamavano a gran voce..Carmelo o Anna..

Quando mi trovai davanti al portone d'entrata usci' un ra=
gazzo ben vestito e con capelli impomatati e occhiali neri:
"Scusi ha da accendere?"
Mi disse tirando fuori una Turmac,marca che non vedevo piu'
dai tempi della guerra.
"Si'ecco,accenda pure - dissi offrendogli l'accendino - senta
i Nocenti abitano qui?"
"Chi quelli di quella ragazza?..i vecchietti?...disse un po'
sorpreso- vada su al terzo piano"
"C'è l'ascensore ?" chiesi speranzoso.
"L'ascensore?,,,ahhahahah,,,l'ascensore?,,,ahhaha"
E ridendo sguaiatamente uscì dal portone e rumorosamente partì
con una moto molto piu' ben messa di quella dei ragazzi di
prima che guardarono ammirati la sua partenza, scambiandosi com=
menti e approvazioni.
Salendo per le scale di marmo bianche,guardai a lungo i muri
vissuti della casa e le poche piante ancora piu' vissute che
cercavano di adornare gli angoli delle scale.
Rumori ovattati alla fine mi portarono ad una porta di
legno verniciata di un grigio lucido e ad campanello rotondo 
color granata.Famiglia Nocente c'era scritto....suonai.

4- Continua

LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA
Di Danilo Jans

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La porta si aprì lentamente ed apparve un vecchietto abbastanza
alto, ma ingobbito dagli anni:
"Buona Sera, sono Coletti de La Rondine...mi scusi l'orario,ma 
se fosse possibile vorrei farle due domande".
"Sì...entri pure - e mi apri' la porta facendomi strada in un
lungo corridoio grigio, adornato da vecchi quadretti di caccia
sul marron - Lora, prepara un caffè per favore"
Ed entrammo in un salottino,dove la luce gialla di un abat-jour
illuminava una vecchina che cuciva nella penombra. La sua figura
ricordo' per un momento l'immagine della nonnetta che c'era su 
certe scatole di cacao.
Lei mi sorrise, e senza parlare ando in cucina a preparare il
caffè, mentre io e il marito ci sedemmo ad un tavolo rotondo consumato 
dal tempo come tutti i mobili dell'alloggio.

"Prima di tutto devo ringraziarla per le belle parole che ha spe=
so per nostra nipote - disse l'anziano guardandomi da dietro un paio
occhiali di tartaruga dalle lenti spesse - vede, noi siamo due poveri pensionati e 
quello che hanno scritto altri giornalacci non ci ha fatto certo
piacere,,,anche perchè noi non possiamo difenderci, controbattere
o sporgere querela come potrebbero fare i ricchi"
"La ringrazio Signor Nocente - dissi in maniera un po' ruffiana -
e sono infatti venuto qui per manifestare di persona il cordoglio mio e di tutta la
Redazione, i telegrammi umanamente non valgono nulla 
in questi casi"
"Giusto - rispose il vecchio, tossendo e chiudendosi la vestaglia
scura, che aveva un piccolo stemma che non riuscii a decifrare -
adesso pero' prenda il suo caffe'" - e la Signora LOra poso' un
piccolo cabaret con le tazzine e qualche biscotto.

"Senta Signor Nocente, approfitto di quesata visita per farle
qualche domanda che mi aiuterà forse a capire meglio le cause di questa dis=
grazia: Carla aveva perso i genitori da giovane, vero?"
"Sì,Carla viveva con noi da quando anni fa i suoi genitori erano
morti in quell'incidente stradale sulla Futa - e si alzo' andando
davanti alla finestra,unica fonte di luce nella stanza - fu sem=
pre brava a scuola, ubbidiente e sempre buona con noi. Forse non 
parlava molto, specie ultimamente, e aveva poche amiche, ma si sa
che i giovani a quella età vivono grandi cambiamenti..."
"Si, ma fortunatamente non tutte si suicidano sparandosi in testa-
lo interruppi un po' pesantemente, tanto che LOra smise di sorri=
dere e mi guardo' interrogativa - Signor Nocente, io vorrei la ve=
rità come la vuole lei, percio' parliamoci chiaro:
qui ci sono
dei punti che non combaciano e siccome siamo in una cittadina
toscana e non a Los Angeles, dobbiamo capire una cosa per volta.
Prima di tutto, la pistola era sua vero?"
Il vecchio guardo' la moglie. Forse si stava chiedendo se avesse
commesso un errore ad aprirmi e con un sorriso forzato rispose:
"Sì...era, per così dire, un ricordo di guerra...era in un cassetto
...la ritenevo ben nascosta...oddio,ogni tanto la usavo in campa=
gna per sparare ai barattoli ma poi la nascondevo di nuovo,"...ero
sicuro che Carla non sapesse nulla della sua esistenza..."
E si risedette stancamente sulla sedia.
"Signor Nocente, lei ha fatto parte dei Reparti Speciali della Re=
pubblica di Salo'?" Chiesi freddamente.
"Ma cosa c'entrano queste cose? - disse sbottando e accendendosi
una pipa - sono cose passate...abbiamo difeso l'Italia in un perio=
do dove tutti scappavano...dovevamo essere trattati da eroi, invece
scappammo pure noi...dovevamo morire ammazzati da quelli?"
"Signor Nocente -ribattei subito non dandogli il tempo per 
riorganizzare le risposte - lei faceva parte delle SS Italiane,
Numero di Codice K1669,la polizia mi ha fatto vedere la sua scheda"
"Ma cosa c'entra ripeto - e si rialzo' in piedi di scatto ricomponen=
do la vestaglia - di me si sa tutto, e lo stato stesso riporto'
tutti noi dei Servizi alla vita normale dandoci un lavoro civile
e una vita decorosa...il Commissario Lo Presto, che conosco bene
glie lo potra' confermare..."
"Certo...vero tutto...ma in un caso come questo, illogico allo stato
puro... io voglio capirci...-aprii delle carte sul tavolo- qui dico=
no che lei fece parte della reparto Kriminal di Verona che torturò
migliaia di persone...infatti la K del suo codice ricorderebbe
questo.."
"Ma non dica assurdità - urlo'Nocente tutto rosso in viso - K non 
voleva dire niente di tutto questo, ma Kalì,,,lo vede che sono tutte balle?"
"Kalì chi? - chiesi stupito...non vorrà dirmi la Dea Kali'?"
"Esatto,,,proprio la Dea Kali' - disse sottolineando la frase- la
Dea Kalì era il simbolo dei reparti piu' estremi delle SS Italia=
ne...tanto che prima degli attacchi ci facevano vedere l'immagine 
della Dea per caricarci....erano rituali esoteriche ai quali i tedeschi ci iniziavano
....ma io non ho mai torturato nessuno, sia chiaro!"
"Ok,,,e non ha mai incontrato neanche il Dottor Sorriso?,,il capo
del reparto torture poi morto suicida?"
"Lo incontrai per caso solo 2 o 3 volte...le assicuro che non piace=
va neanche a me...soprattutto dopo che torturo' uccidendoli tre miei
camerati per futili motivi,,,quel pazzo godeva a far male.." 
"Perchè un pazzo del genere lo chiamavano Dottor Sorriso?"
"Perchè lui quando torturava sorrideva...sogghignava...era un sadico
che precedentemente il fascismo aveva tenuto in carcere, ma che la
costruzione tedesca di Salo' lo richiamo' e gli diede anche poteri
molto forti...ho terrore solo a parlarne..."
Un gelo profondo si impossesso' della stanza. La poca luce del tramonto
sparì e non continuai nel discorso:
"Lei ha ancora la pistola?"
"Sì,vme l'hanno restituita dopo l'autopsia,vuole vederla?"
"No,,,io ho finito -e mi avviai verso l'uscita- pero'puo' farmi un
piacere...potrei vedere la stanza dove dormiva Carla?"

Una luce un po' fioca illumino' la piccola stanza della ragazza.
Entrai...un lucernario orizzontale dava un unica luce che cadeva
su una scrivania con pile di libri scolastici ben allineati...il
lettino ben rassettato e degli armadietti erano gli unici mobili
della stanzetta...la cosa un po' strana che ravvisai era che, a
differenza dei giovani della sua età, non c 'era nessun poster sul
verde muro..nessun ritratto di cantanti,attori o altro..una came=
retta piu' simile a quella di un soldato che a una ragazza di 17
anni...o meglio,,,avvicinandomi notai numerosi puntini sul muro,,
questo mi fece capire che precedentemente i poster c'erano,,,
e forse anche tutta la stanza era piu' vivace,,,viva,,,,

5- Continua


La Redazione era invasa di luce e quasi non vidi il mio grande amico
Davide Pellegrineschi, compagno di scuola e di bisbocce fino a che
non divento' un grande fotografo con al suo attivo mostre a New York
 e in Giappone.
"Ehi!...ma che ci fai qui?" dissi abbracciandolo.
"Tu dimentichi che in questo assolato spicchio di Toscana ho ancora
una mamma - e si accese la solita sigaretta - e poi una bella vacanza
ogni tanto mi fa bene,,,e tu?... Quando ti faranno direttore?"
"Lo sai - risposi seccato - che queste schifezze politiche le lascio
ad altri...sono capo redattore e mi basta,ho finito con i sogni.
Seguo le mie piccole feste patronali,i matrimoni, le giunte comunali,
la contingenza, i morti..."
"A proposito - disse Davide aprendomi
un quadro coperto di carta da pacchi - guarda un po' qua..."
All'inizio non capii bene cosa mi stava facendo vedere.
Non era un quadro,ma una grande foto montata su legno;  lo strano non
era questo,ma quello che rappresentava.  Era un bianco e nero di orme
confuse e all'apparenza disordinate...un' accozzaglia di grigi, neri,
neri piu' scuri,,,tutto confluiva in un epicentro dove tutte queste orme
si univano formando una grossa palla nera.
C'era qualcosa di angosciante in quella foto e chiesi al Pellegrineschi:

"Ma cosa è sta roba?" L'amico si alzo'dalla scrivania dove era seduto,
si strinse le spalle come avesse avuto un brivido:
"Avevo cominciato le mie vacanze da qualche giorno. La mattina della
morte della bagnante e del suicidio mi ero mezzo addormentato sulla
terrazza sopra il bar REX,prendendo il sole. Ad un certo punto sentii
un casino venire da sotto.
Urla,colpi, auto che arrivavano..Non feci in tempo ad arrivare al ballatoio
che sentii uno sparo...forte,potente...Poi ci fu un gran fuggi fuggi
generale..ero sotto shock e scappai subito verso la mia sdraio.
Non capivo cosa stava succedendo..."
"Dai prenditi da bere - dissi porgendogli un Martini, il racconto lo
emozionava ancora adesso visibilmente- e la foto quando l'hai fatta?"
"La feci dopo diversi minuti, adesso non ricordo con precisione, ma i
corpi come vedi sono già stati portati via - e avvicinandosi alla grossa
foto evidenzio' i punti che riteneva interessanti - e nonostante sia passato
tanto tempo si vedono ancora delle tracce nette dell'accaduto..."
"Sì..- dissi molto interessato, mettendomi gli occhiali - qui c'è la
grossa macchia nera della donna,,,confusa...poi a sinistra si vede nettamente
la scia dei barellieri,carabinieri eccetera. A destra invece le orme sono piu'
chiare, col tuo ingrandimento potrei con tarle una ad una,,,"
"Non c'era tanta gente -disse Davide posando il bicchiere - quindici persone al
massimo...piu' la barista, i carabinieri,,,ma quelli, come dici tu, sono
sulla parte sinistra, molto confusa.."
"In definitiva è un quadro astratto,,,
un Pollock con orme,,guarda; da lontano sembra un pesce luna...hai presente
quei grossi pesci rotondi?"
"Sì,ne pescammo uno al Giglio una volta..."
"Sai che faccio?...lo attacco qui davanti alla scrivania...è un po'
inquietante,ma,,,mi attira sai?....mi parla,vuol dirmi qualcosa"
"Ok,ma occhio a non dar di testa - disse Davide prendendo la sacca e
salutandomi - e una di queste sere,,,grigliata di pesce dal Nucci ...ok?"
"Ok...pesce dal Nucci" risposi ridendo e ringraziandolo.

Da quel momento quel grosso quadro davanti a me, quell'enorme immagine confusa
ma precisa nel suo racconto, comincio' lentamente ad infilarsi nei miei
pensieri. Forse, effettivamente, poteva essere la chiave di questo enigma?
Non era assolutamente logico che una ragazza cercasse un luogo del genere,
un 'atmosfera del genere per spararsi in testa. Neanche il romanzo piu' horror
avrebbe previsto questo... E se si pensa ai perchè,il mistero diventa definitivo.
Eppure il mio sesto senso mi diceva che questa immagine era piu' importante di
quanto sembrasse...Piu' la guardavo, piu' scoprivo elementi, anche piccolissimi
che, evidenziati dall'alta qualità della fotografia e dall'aiuto di una lente
di ingrandimento, potevano rivelarsi molto interessanti...
Qua vedevo una foglia, qui i tratti di una suola,oppure lo strisciare della
barella e delle noccioline lasciate per terra. Un caos all'apparenza inspiegabile,
ma che era l'unico elemento concreto in un' indagine unicamente personale,
visto che la procura aveva già archiviato il caso come normale suicidio, al
massimo un po' ...pittoresco.
Questa foto era un potente incentivo a continuare. A risolvere questo enigma e
forse la mia vita. Un colpo di coda che rilanciasse la mia immagine, prima di
tutto di fronte a me stesso.  Forse rendere  giustizia ad una ragazza da oggi
diventata un' orma tra tante..tra tante orme parlanti un linguaggio,
forse indecifrabile.

Sotto le finestre il centro brulicava di persone vocianti. I giovani facevano
vasche nel corso principale e i negozi iniziavano ad illuminarsi, verso un
tramonto molto colorato. Mi attendeva un altra pizza, due birre e una telefonata
alla Marcella. Forse si era dimenticata di come l'avevo trattata l'ultima volta..
Forse... Domani il suo corpo sarebbe stata la prima visione di una domenica
sicuramente assolata?.

6- Continua


LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA Di Danilo Jans

LA RAGAZZA CHE NON PESTAVA MAI LA SABBIA
Di Danilo Jans

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