venerdì 28 novembre 2014

L'Editoriale del Lunedì Di Pont Saint Martin Alternativa 1 Dicembre 2014 : SIVORI E I VIZI CHE CI MANCANO

L'Editoriale del Lunedì Di Pont Saint Martin Alternativa 1 Dicembre  2014 : SIVORI E I VIZI CHE CI MANCANO

L'Editoriale del Lunedì
Di
Pont Saint Martin Alternativa
1 Dicembre 2014

Sivori e i vizi che ci mancano

« Stravedevo per la cattiveria e la scaltrezza di Sivori: 
non si faceva mai picchiare da nessuno. Anzi, al massimo
 succedeva il contrario »
(Marcello Lippi)

IL ricordo parte da noi ragazzini,in un campetto di calcio,
che non vide mai un filo d'erba, ma pietre e polvere in quan=
tità.
Noi in campo con un pallone di plasticaccia infima,che quando
andava bene ,per prendere a calci,sostituiva una confezione di
conegrina o qualsiasi altro manufatto da indirizzare verso una
porta,che il piu' delle volte era disegnata malamente su un 
muro,ma che molto spesso i suoi pali, nella fantasia, andavano
da mucchio di cappotti all'altro.
Ma prima di iniziare la disfida calcistica con gli amici si do=
veva svolgere un rito,preciso ed immancabile:
Arrotolare i lunghi calzettoni,che coprivano le nostre bianche 
gambette,ancora non meritevoli di pantaloni lunghi,fino alle
scarpe formando una specie di turbante pedestre su quelle scarpac=
ce non certo da footbal.
Lo vedevamo fare ogni domenica dal nostro eroe prima di entrare in
campo:Sivori.

Omar Sivori per me e tantissimi altri bambini era un eroe Salgariano,
un monello della via Paal,il Robin Hood del calcio che rubava il pal=
lone ai poveri di gioco per darlo ai ricchi di spirito,di fantasia.
Un Che Guevara,prima che conoscessimo Che Guevara.
UN ribelle,come cominciavamo ad esserlo noi,che non scendeva in campo
solo per vincere,ma per sfogare i suoi umori e sfidare a singolar ten=
zone chiunque si fosse messo tra lui e la porta.
Chi non lo ha visto giocare nel periodo juventino ,non puo' neanche
immaginarsi cosa riuscisse a fare questo scugnizzo argentino ai suoi
colleghi.

Era l'unico calciatore che ti dribblava e poi tornava indietro e
ti scartava di nuovo,come un torero che mata il toro.Una volta lo vidi
scartare un intera difesa, con il suo dribbling impressionante,poi alla
fine il portiere e poi a porta vuota torno' indietro, riscarto' il portiere
si giro' e prese il palo.
Per queste ed altre leggende il pubblico lo adorava,per Agnelli era il suo
vizio,una droga da consumare ogni domenica,ma i calciatori invece lo odia=
vano,non ci stavano ad essere derisi e le sue gambe nude e senza protezione
erano la meta di calcioni ed interventi vendicativi crudelissimi.
Il suo nemico piu' grande fu Ferrini,il mitico difensore del Torino,che stufo
degli sfotto' artiscici di Sivori lo atterro' piu' volte ,facendo finire di=
verse volte l'azione di gioco, in una scazzottata a due negli spogliatoi del 
comunale di Torino,fino a poi trovarsi in Nazionale insieme e convogliare
all'unisono i loro calci e pugni verso gli avversari nel Mondiale in Cile.

Nella Nazionale Italiana Sivori era entrato grazie, non solo agli scudetti
vinti a grappolo nel periodo Juventino e il Pallone D'oro,ma per la
Legge sugli oriundi,che permetteva ai calciatori di origine italiana di
indossare la maglia Nazionale,anche se stranieri.
Lui,Angelillo e Maschio infatti erano di provenienza sudamericana ed erano
soprannominati gli Angeli Dalla Faccia Sporca insieme ad altri loro colleghi
figli del dopoguerra Peronista e delle politiche popolari di Evita.

Infatti tutte le navi colme di tonnellate di oro e preziosi ,che i nazisti
avevano rubato per decenni agli ebrei e altri popoli in europa,sbarcarono
nei porti amici argentini e una piccola parte di queste enormi ricchezze fini',
con ampia pubblicità,ai piccoli scugnizzi argentini,che mai avevano visto
un campo,delle maglie,delle scarpe da calcio,ma non avevano visto mai neanche
un dottore che li avesse visitati da quando erano nati.
E' chiaro che il suo ritorno in Sudamerica fu da eroe,con migliaia di persone
alla ricerca del suo autografo come fosse un Beatles.

Ma fino a che le cose andarono bene tutto filo' liscio,si andava al Santiago 
Bernabeu a battere con scioltezza il Real Madrid,oppure si diventava capocannonieri.
I problemi nacquero quando il suo spettacolare carattere,fondamentalmente
schivo ed irrequieto,comincio' a uscire in maniera rissosa e punitiva verso i 
colleghi che,umiliati dai suoi dribbling ,lo inseguivano per atterrarlo con tutti
i mezzi e riempire di sangue quei bianchi strinchi beffardi.
Piu' volte interruppe la corsa per tornare indietro a prendere a pugni chi lo
aveva offeso o gli aveva fatto un fallo.Il nostro eroe Salgariano fu uno dei
piu' espulsi e puniti della storia del calcio.Una volta Charles,il gigante buono
della Juventus e suo collega in attacco,lo fermo' con un ceffone prima che si
scagliasse contro un difensore avversario.
In un clima simile l'allenatore Herrera sali' al colle  Juventino e davanti a
Gianni Agnelli gli impose questa scelta eufonica:
"O io o lui!"
Gianni scese Heriberto,pentendosene per tutta la vita e Omar ando' a svernare
a Napoli facendo il pre Maradona,con altre glorie come Altafini e Canè.
Sivori poi mica era scemo.Con Agnelli aveva già fatto un contratto esclusivo
per piazzare centinaia di succursali Fiat in Argentina e Sudamerica e non fece
certo la fine di Montuori,altro grande vip calcistico di quegli anni,che fini'
povero e ridotto male nel sottosacala dello stadio di Firenze.
E Napoli per Sivori fu un triste hobby.Altri calci,altre risse,altre espulsioni,
altra arte tra Toto'e De Filippo,uno scugnizzo a casa sua,negli stessi anni di
Agostino O'Pazzo,l'imprendibile motociclista funambolo dei vicoli di Napoli e
i racconti di Marotta.

Ma cosa ci ha insegnato Sivori?..Cosa ci insegna Sivori?...
Nulla a chi non lo ha vissuto,troppi pochi filmati sbiaditi non possono dare
la realtà dei fatti,la diretta di ragazzini che imitano il loro eroe.
La loro prima ribellione,ai maestri elementari che picchiavano,ad un mondo che 
già allora era sempre piu' grigio,ad una vita da caserma senza alzare la testa.
Sivori ha acceso in tanti di noi l'avventuraverso la libertà.
La stessa avventura che vorremmo ancora adesso nei partiti annientati dalla
mancanza di coraggio,da strette di mano che non valgono piu' niente,da una se=
rie di delatori leccaculi che comandano il nostro paese.
La pura ribellione,dove neanche le opinioni sono rispettate e l'impalpabile
vigliacca censura mette a silenzio tutto.
Queste storie nascono sempre dalla povertà e adesso che siamo di nuovo nella
povertà dobbiamo crearci nuove storie,nuovi Robin Hood...nuovi Sivori.


danilo jans

L'Editoriale del Lunedì
Di
Pont Saint Martin Alternativa
1 Dicembre 2014

In esclusiva per PONT SAINT MARTIN ALTERNATIVA
In Collaborazione con GLI AMICI DEL TETRO Di PONT SAINT MARTIN
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